giovedì 17 gennaio 2008

A dangerous game reloaded

Ora vorresti capire cosa succede?
Ho impegnato troppo tempo per costruire tutto quanto e adesso non mi faccio fregare, nossignore.
Hai paura, amico mio? Hai capito tardi chi dei due fosse il topo, eh?
Un topo non ha artigli, mentre io… La facevi facile, non ti è mai balenata l’idea d’esserti sbagliato? Sei ancora convinto? Sei ancora attratto ora che te l’ho detto? Non senti bruciare?
Ripenso a quel giorno in cui mi hai chiamata. Ero quasi illusa che tu fossi quello giusto, non era così.
Ti interessava solo il mio culo. Per quanto le tette…
Hai giocato per tanto tempo con me e alla fine?
Debole, sei debole, come tutti voi uomini. E adesso non lamentarti, tanto non funziona.
Non riuscivi a togliertelo dalla testa, ne eri attratto, ne scrivevi, ne parlavi. Oh, come ne parlavi, mon ami.
Sai quali sono le due facce della stessa medaglia? La testa, la tua, e la croce, dove ti metterò.
Ma il gioco vale la candela? Non lo so ma l'ho già accesa e ti piacerà, te lo posso assicurare.
Intanto goditi i piccoli passi che riesci a fare con le caviglie legate, che poi le uniremo in sposalizio ai tuoi polsi, appena arriverai qui.
Cosa dici? Che non vuoi venire? Non farmi fare facili ironie d’avanspettacolo, tu verrai, eccome, ma quando te lo permetterò io, e ti giuro che sarà doloroso, no pain no gain.
Quante volte me lo hai detto piccolino mio, adesso tocca a me.
Ah, un’ultima cosa, ho chiamato una mia amica, sai mi sono fatta guidare dall’istinto, ispirare dagli ideali e ho ritenuto giusto che anche lei possa godere della tua stupenda apertura mentale.
E ti posso assicurare che non sarà l’unica.

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